Informazioni su The Hub Sicilia

Cos’è un hub innanzi tutto? Nella tecnologia della reti informatiche, un hub (letteralmente in inglese fulcro, elemento centrale) rappresenta un concentratore, un dispositivo di rete che funge da nodo di smistamento di una rete di comunicazione di dati. Invero il termine originale indica il fulcro della ruota! Traslando questo termine dal piano della tecnologia a quello delle risorse umane The Hub è un network internazionale che fonda la sua filosofia sul principio della condivisione di uno spazio di lavoro da parte di individui con professionalità e competenze diverse in modo da poter favorire la contaminazione di idee, l’innovazione sociale e lo sviluppo di progetti sostenibili. Un modo per facilitare lo scambio di proposte e progetti, una piccola corte rinascimentale in cui vorremo tornare a credere che l’umanesimo non è ancora morto! Uno spazio come l’hub si rivolge a professionalità apparentemente opposte tra loro ma che proprio dalla loro interazione riteniamo possano nascere interessanti sviluppi. Un minimo comune denominatore tiene insieme questo sistema vitale di relazioni: l’aspirazione a partecipare attivamente allo sviluppo di progetti che abbiano una ricaduta positiva sul territorio in termini di sostenibilità ed innovazione sociale. Per tutto quanto finora detto l’Hub si costituisce come un grande network internazionale con sedi distribuite in tutto il mondo.La prima sede italiana è stata quella di Milano, altre sono in fase di apertura e Catania si candida ad essere la sede fisica di un Hub che però vorrebbe rappresentare la Sicilia intera.

1, 2, 3 stella!

Meno 3..2..1… Social Innovation in Sicily Start!

Ci siamo fermati un po’, solo per organizzarci e programmare una serie di iniziative che scandiranno il conto alla rovescia verso il nostro primo traguardo Hub: il 20 Aprile ci sarà infatti un happening molto particolare per inaugurare lo spazio The Hub Siracusa che dal lunedì successivo sarà finalmente aperto quotidianamente dal lunedì al venerdì per consentire in modo sperimentale di godere del fascino insospettabile del coworking.

Ma andiamo per gradi.

MENO 10…9…8…
Innanzitutto partiamo dai laboratori di co progettazione che sono già iniziati ed hanno già prodotto i primi originali arredi sostenibili del nostro spazio.
Ogni week-end del mese di Aprile (eccetto quello pasquale) lavoreremo per mettere su uno spazio a misura di community con tre labs molto stimolanti:
Arredi prototipo, Riuso creativo e Restyling/restauro arredi esistenti.

A condurre cotanta creatività ci saranno Antonio Corselli, Maria Sarafianou e Massimo di Rocco per il riuso creativo di materiali provenienti da scarti di apparecchiature elettriche ed elettroniche ed il restyling; Alessia Genovese sia per il riuso creativo di materiali di scarto edile come tavole da cantiere, bobine e pallets, che per il restyling degli arredi esistenti.
Ed infine Aleks Jaeschke si dedicherà a partire dal 14 Aprile ad un workshop molto interessante sugli arredi prototipo con un focus sui componenti modulari.

MENO 7
Ma il cantiere non ci intimorisce, per cui nel corso del mese di Aprile daremo il via anche ad incontri densi di contenuti social and innovative, a cominciare dall’incontro con Andrea Bassi
incentrato sui temi dell’impresa sociale, del quale Andrea Bassi ha estesa esperienza di ricerca e sul campo, essendo membro dell’Osservatorio Nazionale dell’Associazionismo Sociale presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

MENO 6
Il 10 Aprile invece ospiteremo uno scambio internazionale con un gruppo di free-lancers che operano a vario titolo nell’eco-design e nell’interactive communication applicati ad una trasformazione sociale responsabile che incontreranno la nostra community per sviluppare un confronto internazionale su queste tematiche, invitati nella nostra terra da un innovatore siculo, Vincenzo Di Maria, che vive con due piedi in quattro scarpe sparpagliate per l’Europa.

MENO 5
Il 12 Aprile continua il focus sulle professioni del futuro con un workshop in streaming a cura di Nicola Cerantola sul design sostenibile.

MENO 4
ed il 13 sarà la volta dei social media, una master class dedicata ai giovani studenti delle scuole superiori di Siracusa per affacciarsi alle competenze di domani dominando social network e piattaforme di comunicazione integrate.

MENO 3…2….1

Non ci resta che il 20 Aprile.. giorno di apertura! Qualcosa succederà statene certi, ma lo scoprirete nei prossimi post!

Stay Tuned!

RISCATTI. la risorsa negli scarti

Laboratori di cocreazione progettuale e pratica

L’obiettivo dei laboratori sarà di realizzare e recuperare gli arredi d’uso per Hub Siracusa a partire da materiali di scarto  recuperati e dagli arredi già esistenti. Il processo di progettazione/creazione  e realizzazione sarà condivisibile con la community degli hubbers.  I laboratori saranno  cosi articolati:  Arredi prototipo. Riuso creativo. Restyling/restauro arredi esistenti.

Il laboratorio “Arredi prototipo” punterà più specificatamente sul progetto  approfondendo l’aspetto della serialità  a partire dalle caratteristiche specifiche e dalla disponibilità dei materiali usati per realizzare dei prototipi che saranno d’uso nell’Hub ma anche facilmente riproducibili.

Il laboratorio di “Riuso creativo” si focalizzerà sulla creatività stimolata dagli scarti e dall’esperienza tecnica /manuale per la realizzazione degli arredi. Le realizzazioni potrebbero essere dei pezzi unici o dei prototipi facilmente ripetibili.

I laboratorio di “Restyling/restauro” userà gli arredi esistenti per studiare, proporre e realizzare un restyling/restauro degli stessi.

I laboratori si svolgeranno simultaneamente in tre diversi spazi dell’Hub.  La durata è di circa di 6 giornate ciascuno (probabilmente 3 week-end). La domenica pomeriggio sarà dedicata ad un incontro allargato con l’esposizione dei risultati raggiunti da ogni laboratorio ed il feedback con la community degli hubbers.

Ogni laboratorio sarà condotto da un coordinatore specifico; per ognunoprevediamo la partecipazione di 6 persone circa tra studenti di architettura, artigiani, persone iper motivate! Inoltre saremo lieti di accogliere tecnici, artisti, creativi.

Le fasi ed i tempi.

- ricerca disponibilità e raccolta (e catalogazione) dei materiali e delle fonti (febbraio),

- promozione, informazioni e selezione dei canditati (inizio marzo)

- inizio laboratori (prima metà di marzo)

-raccolta e trasporto materiali ( marzo).

-conclusione (fine marzo/aprile)

A breve vi faremo sapere le date esatte e la giornata di presentazione, se siete interessati scrivete a Franco Adorna: info@thehubsicilia.net

Vi aspettiamo numerosi!

Fabrica Ethica, un’utopia applicata. Presentazione il 1 marzo a The Hub Siracusa. Idee per un polo industriale socialmente responsabile?

Fabrica Ethica è un’esperienza di politica industriale equa realmente praticata, nata in piena globalizzazione, che ha avviato un modo possibile per creare uno sviluppo produttivo giusto e armonioso perché non offende i lavoratori, i fornitori, i consumatori, l’ambiente, il territorio. Nell’odierno scenario, che configura il caso della Fiat Mirafiori di Marchionne come possibile modello, il racconto fornisce un’esperienza che si propone creativamente come risposta positiva per una qualità olistica dello sviluppo produttivo
attraverso la costruzione di diritti diffusi e fruibili per tutti i portatori di interesse collegati all’impresa.
Confidando sulla capacità creativa caratteristica dell’umanità – che nel suo “fare” innesca molteplici relazioni tra lavoro, persona, famiglia, società, cultura, comunità, ambiente, territorio, merci e consumo – la qualità olistica dello sviluppo, proposta dall’autrice, induce dinamismo e innovazione continua come suo effetto naturale. E la buona pratica di Fabrica Ethica dimostra che si può fare!
Il libro è la narrazione di quest’esperienza decennale, ideata e condotta da Fabrizia Paloscia, che le dà vita nel 2000 come laboratorio pilota sui temi della responsabilità sociale d’impresa presso l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Toscana e che presto diviene un esempio di rilevanza nazionale e internazionale, praticato tramite il sostegno istituzionale alle imprese che avviano il percorso per acquisire un sistema di gestione a responsabilità sociale e creando un accesso al microcredito per la nascita delle imprese.
Grazie a Fabrica Ethica oggi l’Italia si trova ad avere il maggior numero di imprese certificate SA8000 e ad aver maturato un dibattito ricco e diffuso nel mondo; e la Toscana, per il primato assoluto di regione a più alta densità di tali imprese, viene internazionalmente ritenuta un caso di studio. Fabrica Ethica riceve nel
2007 l’European Enterprise Awards della Commissione Europea e nel 2008 rappresenta i paesi del G8 nel dialogo con i paesi del G5 all’interno del Processo di Heiligendamm presso l’OCSE.
Fabrizia Paloscia, pugliese, salentina, impiantata a Firenze dal 1977, ha sviluppato Fabrica Ethica e ne ha curato ogni tipo di pubblicazione. L’ha rappresentata in tutti i momenti nazionali e internazionali come dirigente della segreteria dell’Assessorato alle Attività produttive, innovazione, promozione e internazionalizzazione della Regione Toscana.
Ha attraversato esperienze su più fronti e comparti, dall’impresa profit di servizi e del commercio alla non profit.
Nei primi anni 90 ha realizzato Container, uno spazio dedicato alla cultura contemporanea sperimentale. Ha operato nell’ambito del lavoro e della detenzione, dell’ecologia e dell’ambiente, dell’analisi operativa del Terzo settore. Per la
Regione Toscana ha ideato e curato vari progetti.
Oggi è titolare dell’azienda Olomanager, un trade mark con cui fonda e propone la consulenza olistica e strategica per l’imprendere, le reti d’imprese, il social business, il microcredito e la responsabilità sociale delle imprese.
Per saperne di più > http://www.olomanager.it
Wolfgang Sachs esperto di fama internazionale sulla relazione tra cambiamenti climatici e diritti umani, allievo di Ivan Illich è membro del Club di Roma, docente presso lo Schumacher College in Inghilterra, docente al centro interuniversitario per lo sviluppo presso la Sapienza di Roma, Professore onorario all’Università di Kassel. Dal 1996 lavora presso il Wuppertal Institut per il clima, l’ambiente e l’energia, del quale dirige la sede berlinese.

Per info:

info@thehubsicilia.net
tel. 3355387858


L’innovatrice Siciliana va Strasburgo per proporre nuove politiche giovanili

Dal blog di Alberto Cottica “I giovani europei hanno difficoltà a rendersi completamente indipendenti. In Europa il problema è particolarmente sentito, perché il nostro modello sociale è basato sullo status di lavoratore dipendente a tempo pieno e indeterminato, che sblocca molti diritti sociali ed economici (in Francia, dove vivo ora, se sei disoccupato non hai diritto all’assistenza sanitaria). Questo crea tensioni, perché costringe i giovani a cercare di ottenere questo status ad ogni costo, anche se è diventato molto difficile e anche se alcuni di loro vorrebbero cercare strade diverse. Risultato: il 20% dei 15-34enni, in Europa, non lavora, non studia, non si sta formando. Non è nemmeno più un problema di giovani: i giovani sono in prima linea e soffrono di più, ma tutte le categorie di cittadini stanno perdendo autonomia.

Il paradosso è che la generazione che è giovane adesso è probabilmente la più creativa, generosa, idealista e collaborativa che sia mai vissuta…

Il Consiglio d’Europa ha avuto un’idea: cercare di stanare queste esperienze; riunirle; validarle attraverso un metodo peer-to-peer; e aggregarle per proporre alla Commissione Europea e agli stati membri una strategia nuova. Questa strategia si potrebbe chiamare adattiva: in concreto, si tratta di:

  1. capire cosa i giovani stanno già facendo
  2. se è possibile, aiutarli a farlo
  3. se non è possibile aiutarli, almeno evitare di ostacolarli

Sul sito di edgeryders sono ormai centinaia le storie interessanti di giovani che si confrontano e recentemente è stato pubblicato un invito per selezionare i membri della community più brillanti, per presentarele migliori storie al Consiglio d’Europa. All’invito  ha risposto anche la nostra Hubber siciliana, Alessia Zabatino, che vuole capire come accelerare processi di innovazione sociale attraverso la creatività e l’arte.

Bene, il Consiglio d’Europa l’ha invitata a partecipare a Strasburgo!

Brava Alessia, ci aspettiamo un tuo post sul blog appena rientri! :-)

per leggere tutto il post di Cottica vai qui

un breve video che spiega cosa è Edgeryders

Author: The Hub Siracusa Initiative

Ortigia ha un nuovo piano particolareggiato

Presentato lo scorso 19 gennaio all’HUB dai progettisti e dall’Assessore all’urbanistica del Comune di Siracusa, il PPO (Piano Particolareggiato Ortigia) redatto dai tecnici dell’Ufficio Centro Storico, inizierà a breve l’iter amministrativo per l’approvazione. E’ un piano che ha l’onere di costruire nuovi scenari di tutela e valorizzazione e governare le trasformazioni di un centro storico del tutto singolare, periferico rispetto all’intero sistema urbano di Siracusa, aperto sul mare ed epicentro di una straordinaria città – porto. Ma soprattutto caratterizzato da un palinsesto territoriale unico, che oggi è chiamato a confrontarsi con mutate condizioni socio economiche e culturali, con nuovi modelli di sviluppo e con nuove e sempre più complesse esigenze di tutela e di valorizzazione, spesso in contrasto con le attuali modalità di fruizione della città.

In sintonia con una visione condivisa dall’Amministrazione, dagli operatori economici e dalle parti sociali, e in linea con gli orientamenti prevalenti del dibattito disciplinare, che vedono la rivitalizzazione del tessuto socio economico e culturale, passare attraverso la necessità di mantenere il giusto grado di mixitè che da sempre caratterizza la città storica, il piano individua alcune strategie basate su criteri di sostenibilità, concertazione, partecipazione, sviluppo dell’economia locale e promozione dell’offerta turistica.

Tutti contenuti strategici ricorrenti nei piani di ultima generazione, del tutto condivisibili, ma che sarebbe necessario verificare e approfondire per valutare le azioni concrete, che al di la dei proclami, incideranno realmente sul governo della città storica e delle sue trasformazioni.

Difatti se da un canto nel corso dell’incontro sono state esposte con chiarezza le strategie e i principi ispiratori delle scelte che caratterizzano il piano, gli aspetti concreti del progetto  non sono stati approfonditi a sufficienza e non è stata fatta chiarezza su come le strategie si concretizzeranno in azioni puntuali, quali i legami con la pianificazione urbana e provinciale, quali normative regoleranno le trasformazioni e le azioni di tutela e quali saranno i progetti di sviluppo principali.

Il piano ha l’onere di confrontarsi con il piano particolareggiato redatto alla fine degli anni 80, dal prof. Pagnano, strumento forte di un apparato analitico di matrice storica, architettonica, urbanistica, sebbene considerato da molti troppo accademico e restrittivo, ha avuto il grande merito di indirizzare le scelte di trasformazione della città storica, in una logica di conservazione e recupero filologico. Un piano considerato tra le migliori esperienze italiane del dopoguerra in fatto di pianificazione delle aree storiche, che ha avuto il merito di innescare processi di recupero diffuso del patrimonio edilizio e di rivitalizzazione delle attività e delle funzioni presenti in Ortigia.

Il nuovo piano, sembra raccogliere il testimone del piano Pagnano, attualizzando le scelte e introducendo nuovi temi e nuovi meccanismi di attuazione delle previsioni urbanistiche.

Un piano, a dire dei progettisti, “flessibile”, termine che in urbanistica può facilmente perdere gran parte delle accezioni positive introducendo pericolose deregulation, che in un tessuto storico potrebbero tradursi in un notevole abbassamento del livello di tutela.

Così i “muri neri”, famigerate invarianti del piano Pagnano, parti strutturali dell’edificio intoccabili, per evitare peggioramenti statici nonché inaccettabili alterazioni delle unità edilizie, o le superfetazioni  e gli altri elementi da demolire, assumeranno non più il valore di un’indicazione vincolante, ma verranno sottoposte al vaglio dalla Commissione Unica per Ortigia, organo tecnico di controllo cui verrà affidato, non con pochi rischi, l’onere e la responsabilità di valutare i singoli casi e decidere sull’opportunità di apporre vincoli o concedere possibilità di demolizioni e trasformazioni.

Si elimina così una regola rigida, in favore di una valutazione ad personam, la cui congruità dipenderà dal giudizio inoppugnabile, emesso esclusivamente su motivazioni tecniche e architettoniche, della commissione.

Tra i tanti temi contenuti nel piano, si prevede un incremento delle destinazioni d’uso ricettive, dell’ordine del 25% rispetto alla dotazione esistente, da insediare nel patrimonio edilizio non utilizzato, che per gran parte verrà destinato a residenza. Un’idea di sviluppo dell’offerta turistica basata sulla disponibilità di vani da destinare a ricettività, che si spera sia suffragata anche da indagini economiche sull’offerta turistica, (da Ortigia a Siracusa all’intera provincia), da valutazioni sui carichi urbanistici aggiuntivi e sugli effetti indotti sul piano sociale e produttivo.

Su altri temi centrali del piano, elencati ma non illustrati, sarebbe auspicabile un approfondimento. Dalla riqualificazione degli spazi pubblici, al rapporto tra la città costruita e il fronte marittimo, dal ruolo del porto, agli effetti urbani delle riconversioni portuali all’interfaccia tra porto e città, dalle destinazioni d’uso di alcuni edifici importanti (Carcere Borbonico, edificio delle poste, monasteri e conventi ancora in attesa di destinazioni) al recupero dei quartieri più degradati (Graziella, Giudecca) dal potenziamento della mobilità sostenibile, alle misure per il recupero della residenza stabile.

A tal proposito, le domande da più parti emerse nel corso della presentazione hanno messo in risalto la necessità di approfondire le scelte, innescare un dibattito proficuo, un coinvolgimento degli attori portatori di interessi e dei singoli cittadini, in nome delle citata partecipazione che ben poco valore ha se attuata a posteriori al solo scopo di ufficializzare e riconoscere scelte di piano compiute altrove.

Sarebbe auspicabile, nella logica enunciata del “piano processo” approfondire ulteriormente i temi strategici per il recupero della città storica nelle sue componenti in modo da valutare l’opportunità di introdurre possibili correzioni e scelte innovative e realmente partecipate con gli abitanti e dare così forza e reale significato ad aspetti di partecipazione, flessibilità e concertazione.

Hub Siracusa può essere il luogo ideale per innescare un proficuo dibattito sul piano.

Si potrebbero creare dei tavoli di consultazione che prevedono la partecipazione di politici, progettisti, tecnici locali, urbanisti, sociologi, economisti, storici, ambientalisti, operatori economici e culturali, residenti. Tavoli di consultazione finalizzati alla creazione di documenti di indirizzo da fornire al Consiglio Comunale per  facilitare e rendere trasparente e realmente partecipato l’iter di approvazione del piano.  Sarebbe un esempio di innovazione nel processo di formazione del piano.

Luca Barbarossa

Meet The Business Guru Vol.II

Venerdì 3 Febbraio ore 16.30 @ The Hub Siracusa
Volete saperne di più sulle agevolazioni per i disoccupati?
Riccardo Ferranti, membro della community di The Hub Siracusa e commercialista fermamente convinto del valore del social networking ci darà alcuni imput per cogliere opportunità utili per trovare un nuovo impiego o investire nella realizzazione e l’avvio di piccole attività imprenditoriali (anche in forma associativa) da parte di disoccupati o persone in cerca di prima occupazione ecco alcuni dei temi che verranno affrontati:
Lavoro Autonomo – Microimpresa – Franchising
Le agevolazioni previste riguardano gli investimenti (contributo a fondo perduto e mutuo agevolato), la gestione (contributo a fondo perduto) e servizi di assistenza tecnica e gestionale.

Vi aspettiamo!

@ The Hub Siracusa
Via Mirabella 29 – Ortigia (SR)
INFO > 340 5286620

La co-creazione dell’Hub Siracusa

Chi tra noi ha partecipato al workshop di co-creazione del 18 giugno all’Hub Siracusa con Oliver Marlow, Tatiana Glad e Alberto Masetti ricorderà di quella giornata stimolante, costruttiva e divertente. Ma c’è di più, è stata una esperienza comune, quindi di quella comunità, dove ognuno ha condiviso le proprie idee, desideri e creatività per immaginare la trasformazione dello spazio vuoto nell’hub Siracusa. Sta proprio qui la differenza tra la creare e co-creare, nella partecipazione attiva della comunità interessata al progetto di trasformazione.
Quella giornata ci ha lasciato tante indicazioni, suggerimenti e visioni; scritti sui post-it, sui fogli attaccati ai muri, schizzi e disegni sulle piante vuote. Da questo grande tesoro di stimoli è partito il gruppo di progettazione, volutamente aperto a tutti anche ai non tecnici, che si è incontrato già per tre volte con l’obiettivo di realizzare un progetto partecipato e condiviso dalla comunità dei potenziali hubbers attivando un processo finalizzato alla trasformazione dello spazio.

Il primo incontro è stato dedicato alla raccolta ed alle interpretazioni delle indicazioni e dei desideri espressi durante il workshop di co-creazione di giugno. L’incontro si è svolto  nel  locale più grande dell’hub, quello con il grande arco, usato finora per i workshop e gli incontri con più di 15 persone. Ci siamo seduti in semicerchio, sul muro era appeso uno schema fumettato;  divideva un grande foglio in due parti FUNZIONI – DESIDERI e poi  1° e 2° rond, tutto il resto del foglio era bianco. Nella breve introduzione  si è proposto di analizzare ed interpretare le indicazioni scaturite nel workshop di co-creazione secondo due macro temi:  delle funzioni e dei desideri. Nel secondo round avremmo intrecciato i due percorsi per tirare fuori indicazioni per le interpretazioni progettuali. Un breve dibattito sull’ottimizzazione del percorso, poi ci siamo tutti alzati e divisi in due gruppi: quello dei desideri e quello delle funzioni. In giro, appesi sui muri o sui tavoli dislocati nei diversi ambienti, si trovavano i risultati del workshop; sono stati osservati, letti, analizzati, poi i due gruppi, seduti al loro tavolo hanno discusso, interpretato, scritto e disegnato. Il gruppo delle funzioni ha proposto una lista di diverse funzioni interpretate da spazi funzionali, quello dei desideri ha prodotto un disegno organico articolato e sottotitolato.   La prima interpretazione scaturita è stata quella che l’hub viene immaginato come un luogo sia funzionale che rappresentativo della comunità. Abbiamo quindi raccolto le indicazioni sulle funzioni e sui desideri. Intersecandoli si sono definiti le diverse aree funzionali, il loro peso e le loro qualità.
Durante il secondo incontro sono state definite le ipotesi progettuali. A partire dalla conformazione e stato di fatto dello spazio abbiamo discusso e immaginato dove posizionare le diverse aree funzionali e come realizzare la loro qualità. Quale è dove è il cuore dell’Hub? Coincide con il suo motore? Quale sarà il peso della cucina? Quale carattere dovrà avere l’area polifunzionale? Come trasformeremo lo spazio del co-working in una sala da concerto? Queste sono alcune delle domande che ci siamo posti. Durante la discussione sono nate le prime idee progettuali, schizzati sui fogli dagli architetti. Cosi siamo arrivati ad un proto-progetto, che indica le posizioni degli spazi funzionali ed esprime l’idea di realizzare un nuovo luogo che mette in comunicazione l’interno e l’esterno; la sala polifunzionale con il cortile.

Il terzo incontro è stato l’occasione per il feedback sul progetto di massima, che un gruppo ristretto di architetti ha definito cogliendo le indicazioni degli incontri precedenti ed esposto al gruppo allargato. Abbiamo valutato l’impianto distributivo già definito che ha convinto tutti. Poi ci siamo confrontati sugli spazi specifici e sulle soluzioni tecniche di massima. E’ piaciuta a tutti la soluzione per il collegamento tra la sala polifunzionale ed il cortile da realizzare con una pedana tra i due ambienti, che li connette e crea una nuova area non solo di collegamento ma anche per lavorare, leggere, chiacchierare e bere un te al sole. Anche la posizione e la soluzione per la cucina ha raccolto molti pareri favorevoli. E’ stata posizionata nella sala al piano basso, quella con l’antica fontana. La cucina si troverà al centro, staccata dai muri perimetrali; un grande tavolo rettangolare di 2,5 per 5 mt circa dove sarà possibile lavorare mentre si prepara un caffè, cucinare e mangiare in gruppo, partecipare alla degustazione di un prodotto alimentare o ad un meeting informale. Alcune soluzioni proposte sono state motivo di dibattito, particolarmente la mobilità o meno della tribunetta nella sala polifunzionale e la definizione degli spazi al piano rialzato. Per chiudere, in questo ciclo di incontri il gruppo ha prodotto un progetto di massima che adesso andrà discusso con l’ufficio tecnico del Comune; nei prossimi incontri andrà affrontato il tema della progettazione esecutiva, dei materiali, della luce, e della sostenibilità delle soluzioni specifiche.

A presto,
Franco Adorna

Grazie a: Giancarlo, Francesca, Caroline, Fabrizio, Viviana, Olivella, Daniele, Francesco, Rosario, Gigi, Vittorio, Mariangela, Alessia, Enzo, Nicola, Andrea, Claudia, Stena.

L’oro del Compostaggio Domestico

Sfruttiamo le risorse della Terra come ne avessimo un’altra su cui andare. Non consideriamo invece che di Terra ce n’è una sola. Eppure ci vantiamo di essere “tecnologici”. In effetti il ‘900 passerà alla storia come il secolo più “innovativo” della storia dell’uomo.
Ma non considerare i limiti di questo modello, ed anche le sue debolezza rischia di farci distruggere quello che l’Umanità ha costruito sapientemente nei secoli.
Da qualche mese cerco di mettere in pratica quanto ho imparato dalle informazioni che provengono da un nuovo modo di intendere il benessere. Che poi tanto nuovo non è, visto che molto spesso si tratta di metodi utilizzati per 200 mila anni dall’uomo ma che in soli 50 anni di finta tecnologia ci siamo dimenticati.

Ed ho iniziato con il compostaggio domestico (produrre concime dai nostri scarti alimentari) utilizzando il lavoro del Comune di Genova che, in collaborazione con il Parco Agrario di Monza, hanno redatto un MANUALE in cui si spiegano i diversi tipi di compostaggio:

  • Compostaggio a Cumulo per chi ha una campagna
  • Compostaggio da giardino
  • Compostaggio nei balconi utilizzando un vaso si fiori.

Qualcuno dirà che finché non ci sono incentivi da parte dei comuni nessuno lo farà. Beh può essere. Però, a prescindere dagli incentivi ed a prescindere dal funzionamento del servizio (porta a porta o con i cassonetti) la comunità, e cioè tutti noi, risparmieremmo tantissimi soldi e soprattutto non partecipiamo al gioco perverso della discarica. Chi ha un giardino deve iniziare a fare il compostaggio da subito! Così si renderà conto di quanto sia semplice trasformare gli scarti da cucina in ottimo fertilizzante.

E già, perché basta sapere che solo il conferimento in discarica costa
ben 110 € a tonnellata e, visto che ciascuno di noi produce in media
200 kg di umido a testa all’anno (750 kg\abitante\anno di cui il 35 %
è umido quindi 200 kg è un valore in difetto) è facile capire che se
solo 10 persone facessero il compostaggio domestico si riuscirebbero a risparmiare ben 220 euro solo di spese di discarica senza considerare i costi di raccolta e conferimento. Non vi spaventate quello che otterrete alla fine sarà terra profumata che si ridurra di peso di circa l’80 % (questa è la percentuale di acqua presente nei nostri
scarti da cucina!!! Buttiamo principalmente ACQUA) e che potrete utilizzare nei vasi dei vostri balconi o nei tantissimi giardini che ci sono in città.

Beh per questo il compostaggio domestico è oro. Perché non solo ci fa risparmiare, ci fa rispettare le direttive europee che mettono al primo punto la riduzione della produzione dei rifiuti, ma ci fa anche capire che i rifiuti non esistono, che in realtà sono risorse e che se intesi così, un giorno non troppo lontano, riusciremmo a non pagare più la tassa sui rifiuti e gli operatori ecologici, invece di lavorare di notte per raccogliere spazzatura puzzolente, potrebbero tranquillamente lavorare di giorno per sistemare tutti i giardini pubblici che ci sono in giro per la città.

Bisogna iniziare a cambiare abitudini. La crisi si combatte e si risolve così.

Dalle piccole cose quotidiane.

Danilo Pulvirenti, Associazione Rifiuti Zero

Natale @ The Hub Siracusa

Un Natale diverso? Dal 16 al 18 Dicembre The Hub Siracusa vi propone una tre giorni di attività creative, innovative, d’ispirazione e soprattutto interattive per avvicinarsi al Natale in modo meno consumistico e più sostenibile. Lo spazio rimarrà aperto da venerdì a domenica dalle 10 del mattino alle 10 di sera, con tante iniziative per trovare in un unico ambiente la possibilità di acquisti originali per il Natale, giochi e laboratori per i propri bambini per divertirsi in modo educativo, l’opportunità di scambiarsi libri, oggetti, cd e giocattoli durante il baratto’s day, degustazioni, incontri su tematiche legate all’ambiente ed alla sostenibilità e momenti conviviali per scambiarsi oltre agli auguri idee e progetti creativi per la collettività.

Vi invitiamo a partecipare all’iniziativa Tavola Periodica che avrà luogo domenica 18 Dicembre nel contesto della manifestazione Natale Bio @ The Hub Siracusa.
E’ un modo nuovo per raccontarsi idee e progetti in un contesto confortevole, intimo e conviviale come il pranzo domenicale.
A seguire tutte le info per partecipare o come “commensali” o come “creativi”..

Ogni giorno dalle 10 alle 22 > Natural Market: Più Bio..Più BRio!

Expò: Lara Grana, Massimo di Rocco, Alessia Genovese, Laboratorio Kos, SrSLab, Tamì, SoleCaldo, Vasta Piante, Coop. Francisca Martin Onlus, Bottega di commercio equo e solidale, Come Bio Comanda.

>>> Venerdì 16 Dicembre

Ore 10.00 -13.00 Baratto: libri e cd

Ore 17.30 -19.00 Bimbo Lab: Lavorare la cartapesta con “Le Mamme di Ortigia”

Ore 19.30 Aperitivo con Planeta ed Incontro con gli amici del GAR di Catania che ci racconteranno le azioni del loro attivissimo gruppo di risveglio civico

>>> Sabato 17 Dicembre

Ore 10.00 – 13.00 Baratto: mobili ed oggetti

Ore 17.30 – 18.30 Danilo Pulvirenti: come si realizza il Compost Domestico?

Ore 19.30 Aperitivo con Planeta

>>> Domenica 18 Dicembre

Ore 10.00 -13.00 Baratto: giocattoli per bambini

Ore 13.30 Tavola Periodica: il brunch dei creativi!
PER PARTECIPARE PRENOTARE SU:
http://tavolaperiodica4.eventbrite.com/

Ore 17.00 – 19.00 Bimbo Lab

Ore 19.30 Aperitivo con Planeta – BrandNewArea: launch party _ OH! Magazine & associazione WATO

Il programma può essere soggetto a modifiche, controllate gli aggiornamenti per non perdervi nessuna delle iniziative!

A Natale con Hub: meno consumi / più creatività!

STAY TUNED! Info @ 340 5286620 http://thehubsicilia.net/ FB: The Hub Sicilia

TUTTO QUELLO CHE VORRESTE SAPERE SUI RIFIUTI E NON AVETE OSATO CHIEDERE (2a puntata)

Riceviamo riscontri diretti e indiretti dell’interesse che il nostro dossier sta suscitando e sappiamo che alcuni tra i nostri Hubbers si sono persino avventurati nell’esplorazione del web, sulle piste che vi abbiamo indicato. A questo punto, non sarà più un mistero per nessuno il meraviglioso scenario che si appresta a diventare realtà sotto i nostri increduli occhi. Cominciamo a descriverlo in ordine (decrescente) di meraviglie.

La risorsa “patata”, che comprende quella parte interna che finisce prima nelle vostre padelle insieme a polli o salsicce (e poi dolorosamente su fianchi e cosce), consta anche di una parte esterna che – insieme ad altri materiali biodegradabili- parteciperà all’opera meritoria di fertilizzare la terra negli impianti di compostaggio che si realizzeranno vicino ai terreni agricoli. Ma non solo: la risorsa-buccia della vostra patata sarà arruolata nelle truppe di resistenza all’erosione e alla desertificazione che minacciano i nostri suoli, quale insostituibile fattore di stabilità. Come ci arriverà all’impianto di compostaggio? Niente di più semplice: verrà direttamente prelevata dalle vostre case da una solerte squadra di reclutatori porta a porta, a giorni fissi. Siamo certi che nuovo affetto e rispetto avvolge ora le vostre patate che, ignari dei loro poteri e virtù, con colpevole superficialità avete lasciato entrare e uscire dalle buste della spesa senza neanche un moto di riconoscenza. Parimenti, non sarà solo l’accanirsi della crisi e di Monti a farvi guardare con occhi nuovi ai vecchi vestiti, mobili, scarpe e giocattoli ma il sapere che nel nuovo mondo a rifiuti zero essi vengono considerati beni durevoli (alla faccia dei nostri pusher di pret-à-porter e arredamento di design) con la possibilità di una nuova vita dopo il passaggio nei Centri di Riuso e Riparazione. Non parliamo poi degli elettrodomestici e degli altri materiali ottenuti dalla decostruzione degli edifici (infissi, sanitari, legno, mattoni, ecc.) che verranno riparati e venduti per un loro riutilizzo.

Ma il meno nobile dei motivi per cui nessuno smetterà più di differenziare è che sui rifiuti pagheremo una bolletta a seconda della quantità di secco indifferenziato che conferiremo: più inquini e più paghi. Se credete che questa sia fantascienza, fatevi un giro al Consorzio di Priula, dove la bolletta della spazzatura è già realtà. Come? Il magico contatore che ne misura la produzione si chiama “transponder” e si trova all’interno del contenitore personale del rifiuto più inquinante: il secco non riciclabile. 
Quando il contenitore viene svuotato dall’operatore che effettua la raccolta, viene anche registrato il segnale elettromagnetico trasmesso dal “transponder”; il segnale contiene un codice associato alla famiglia, (o al condominio, o all’azienda a cui appartiene il contenitore) e il gioco è fatto. Capite ora perché in un giorno non lontano monteremo a guardia dei nostri cassonetti con la stessa solerzia e trepidazione con cui guardiamo i gioielli di famiglia.

In generale, la parola d’ordine del futuro che ci attende è riciclo, che ha una maggiore efficienza energetica rispetto allo sbandierato “recupero energetico” ottenibile da termovalorizzatori, gassificatori, dissociatori molecolari e altri mostri simili, da cui speriamo abbiate cominciato a guardarvi. Inoltre riciclare non presenta nessun rischio per la salute dei cittadini, produce molti più posti di lavoro e costa di meno. Secondo il verbo che si diffonde da Capannori, riciclare è anche più accettato dalle comunità (quelle più cool, si capisce).

Tutto sta per cambiare: nello scenario a rifiuti zero che ci attende, non solo possiamo dire addio ai nostri bei flaconi di Dash, Coca-Cola, latte e acqua perché tutto verrà sostituito da vuoti a rendere e acquisti alla spina, ma per il prossimo pic-nic del 1° maggio conviene da subito dotarsi di uno sherpa che porti per noi piatti di porcellana, bicchieri di vetro e stoviglie perché gli equivalenti usa e getta saranno banditi (a parte quelli prodotti con materiali biodegradabili) se il vostro buon gusto non l’ha fatto ancora.

Per tutto quello che invece non si può né riciclare né compostare c’è il TMB – sigla iniziatica per il Trattamento Meccanico Biologico, con il quale si recupera – attraverso sistemi di intercettazione a tecnologia ampiamente disponibile sul mercato – il 70% di metalli, carta, vetro e plastiche dei materiali immessi. In questo modo in discarica va non più del 30% di rifiuti, la cui potenzialità inquinante e’ ridotta del 90%.

Tutta questa catena di ritorno dei rifiuti a risorse verrà corredata dai Centri di Ricerca per l’analisi della frazione residuale, voluti da Paul Connett che è il Paolo Guarnaccia di Capannori che, avendo la sfortuna di non avergli dato i natali, se l’è dovuto cercare negli States) i quali progetteranno per le imprese prodotti e packaging a basso impatto ambientale, secondo i criteri di ecodesign e bioarchitettura che all’HUB di Siracusa abbiamo già visto il 23 settembre con Nicola Cerantola.

Al primo di questi Centri di Ricerca che aprirà, mi sento, a nome di tutti, di consegnare la missione di studiare un metodo alternativo al monito del Comune di Capannori contenuto al punto 5 (rivedere link per credere!) dove tra le pratiche di riduzione dei rifiuti viene prescritto l’utilizzo di pannolini lavabili. Ripeto: utilizzo di pannolini lavabili.

Ahò! A tutto c’è un limite!

Olivella Rizza